il calore del legno, la resistenza del bamboo
Caratteristiche Poco Note della Pianta

CARATTERISTICHE POCO NOTE DELLA PIANTA E DELL’ECONOMIA AD ESSA LEGATA

“Bamboo” è un termine sintetico che indica 70 generi diversi di erbe legnose grandi; le dimensioni variano da 10 cm di altezza (bamboo nani) fino a 40 metri di altezza (bamboo giganti). Il bambù è presente come specie autoctona in tutto il mondo tranne che in Europa, dove comunque esistono bambuseti riportati da altre parti del mondo.

Il bambù come risorsa economica costituisce ormai una voce di bilancio importante per molti paesi: con una produzione di oltre 20 milioni di tonnellate ogni anno, perlopiù prodotti in paesi tropicali e non ricchi, e un giro d’affari annuale di 4-5 miliardi di dollari, si producono ormai qualcosa come 1500 prodotti di bamboo diversissimi l’uno dall’altro.culmi-bamboo

A differenza di altre materie prime che vengono semplicemente “razziate” nei paesi poveri (ecco uno dei motivi per cui sono poveri!), il bamboo è per fortuna una risorsa che porta effettivo lavoro e ricchezza nelle nazioni in cui è raccolto e lavorato; si tratta infatti di un materiale che, se non opportunamente trattato entro pochi giorni dal taglio, deperisce in fretta, ragion per cui tutto il processo di trasformazione e lavorazione successivo al taglio avviene nei luoghi stessi del raccolto; questo chiaramente impatta in maniera solo positiva sull’economia del luogo, senza considerare il fatto notevole che la coltivazione intensiva del bamboo (laddove avviene, ma raramente) è una frazione di quella messa in campo per altre risorse naturali; è infatti una pianta che cresce da sola senza bisogno di essere né seguita né concimata.

Il bambu ha pochi elementi in comune con gli alberi, forse solo il fatto che compie la fotosintesi clorofilliana e che è costituito da lignina e cellulosa; per il resto, esso è diverso dal legno come struttura interna, comportamento, ricrescita, ciclo di vita, ecc.
Dal punto di vista strutturale è infatti ricco di fibre, che ne determinano la resistenza e la durezza; meccanicamente, le fibre sono delle piccolissime aste tubolari cave con diametro pari a 0,03 mm, lunghezza massima di 3,5 mm e spessore della parete di 0,006 mm. La parete della fibra è costituita da una serie di strati, dette lamelle, in numero di sette nel bamboo e di tre nel legno. Le lamelle racchiudono i vasi che portano il nutrimento alla pianta. Quando si taglia una canna di bamboo per la larghezza, si notano una serie di puntini (le fibre appunto) immerse nella polpa del bamboo; più fibre ci sono su una stessa area, più il bamboo è resistente. Inoltre, la densità delle fibre varia con l’altezza del culmo; più si va verso la cima, più c’è fibra in numero maggiore e quindi la pianta, unita al fatto che si assottiglia sempre più, beneficia di una maggior resistenza al vento. E’ interessante sapere che la parete esterna della pianta di bamboo ha una durezza quasi doppia rispetto alla parete interna ed è proprio questa parte che viene utilizzata come “faccia superiore” nelle pavimentazioni. Lo si riconosce dal fatto che la polpa in cui sono immerse le fibre è un po’ più scura in prossimità della parte dura e più bianca man mano che ci si sposta verso l’interno della canna.

Anche dal punto di vista comportamentale il bamboo si differenzia dal legno: cambia le foglie una volta ogni due anni e non in autunno ma in primavera; inoltre il bamboo fiorisce una sola volta in tutto il suo ciclo vitale, cioè una volta ogni 70-120 anni; la fioritura può durare 2-3 anni dopodiché tutto il bambuseto collassa completamente e muore.

Alcuni elementi tratti da “Il bambù strutturale” di Marco Fabiani.